Non diamo all’untore – Il post di Antonio Miceli, sindaco di Vicari

Pubblicato da Redazione il

Ieri sera, dal Sindaco di Villafrati, l’amico Franco Agnello, ho appreso della notizia, sconvolgente, della positività di 53 elementi fra ricoverati e personale sanitario legati alla RSA “Villa delle Palme”. La comunità di Vicari si stringe con manifestazione di affetto e solidarietà attorno alla comunità di Villafrati, alle famiglie di tutti i coinvolti nella inquietante situazione sanitaria ed ai Sindaci le cui collettività ospitano, in parte, le residenze degli interessati. Sempre ieri la nostra comunità si è rammaricata per la scomparsa di un nostro concittadino, ricoverato all’interno della struttura, stimato insegnante in quiescenza, risultato, da un paio di giorni, nella serie dei primi controlli, anch’esso positivo al coronavirus. Il momento lascia spazio solo ad ampie circostanze di silenzio, preghiera e meditazione per il difficilissimo frangente in cui tutti quanti ci troviamo. Lascia, però, un piccolissimo spazio, un dovuto atto di giustizia nei confronti della nostra giovanissima concittadina, qualche giorno fa trovata positiva al covid-19, venutasi a trovare, ancora una volta, al centro dell’attenzione, per questa circostanza. Tutti gli organi di stampa hanno parlato di causa di contagio da imputare ad una giovane, proveniente dal nord Italia, che è venuta, nei primi di marzo, a trovare il nonno ricoverato a Villa delle Palme. Così come ho scritto qualche giorno fa, gli organi di stampa, hanno fuorviato dalla realtà, contribuendo, e non poco, a far legare inconsapevolmente, alla ventenne nostra concittadina, ipotetiche responsabilità legate al buon senso per la visita all’immaginario nonno. Questo ha indotto, parecchia gente, ad esprimere considerazioni fuori luogo finanche ad espressioni ingiuriose e minacciose. Lo voglio ancora una volta ribadire, la giovane vicarese, tirocinante all’interno della struttura sanitaria, non ha nulla a che vedere con la ipotetica giovane rientrata dal nord, non è parente con la giovane rientrata dal nord, lei stessa non è stata al nord, non aveva il nonno ricoverato, non è parente con il “de cuius”. La nostra giovane concittadina ha avuto la sola sfortuna di essere stata la prima della struttura a cui è stata diagnosticata la positività, in conseguenza dell’accertamento della malattia avvenuta sul proprio nonno, già convivente nella propria abitazione, in atto ancora ricoverato in struttura ospedaliera pubblica di Palermo, in buono stato di salute, verosimilmente contagiato da lei stessa. Apparentemente, in base alla cristallizzazione dei fatti, eseguita dalla famiglia, non si può, fino a prova contraria, non considerare la giovane quale soggetto “contagiato” per la frequenza all’interno della struttura. La delicatezza della situazione dell’intero Comune di Villafrati, legata a veri motivi di preoccupazione, a cui possono rispondere reazioni incontrollate, mi ha imposto, visto che ieri sera mi è stato trasmesso un altro post, dai contenuti alquanto perseguibili, di effettuare la superiore precisazione. Tocca alle Istituzioni sanitarie ricostruire i fatti per circoscrivere quanto è più possibile il contagio nella zona, ormai dichiarata focolaio del covid-19, ma tocca a tutti quanti noi mantenere la calma, la serenità e la lucidità che il delicato momento impone.

Categorie: Covid 19

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